{"id":3781,"date":"2020-11-15T16:33:37","date_gmt":"2020-11-15T15:33:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/?p=3781"},"modified":"2026-01-14T11:30:08","modified_gmt":"2026-01-14T10:30:08","slug":"iv-giornata-mondiale-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/?p=3781","title":{"rendered":"IV Giornata Mondiale dei Poveri: domenica 15 novembre 2020"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><span style=\"font-size: medium;\">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><i><span style=\"font-size: large;\"><b>IV GIORNATA MONDIALE DEI POVERI<\/b><\/span><\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i>Domenica XXXIII del Tempo Ordinario<br \/>\n15 novembre 2020<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b><i>\u201cTendi la tua mano al povero\u201d <\/i>(cfr <i>Sir<\/i> 7,32)<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cTendi la tua mano al povero\u201d (cfr <i>Sir <\/i>7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano oggi con tutta la loro carica di significato per aiutare anche noi a concentrare lo sguardo sull\u2019essenziale e superare le barriere dell\u2019indifferenza. La povert\u00e0 assume sempre volti diversi, che richiedono attenzione ad ogni condizione particolare: in ognuna di queste possiamo incontrare il Signore Ges\u00f9, che ha rivelato di essere presente nei suoi fratelli pi\u00f9 deboli (cfr <i>Mt<\/i> 25,40).<\/p>\n<p>1. Prendiamo tra le mani il <i>Siracide<\/i>, uno dei libri dell\u2019Antico Testamento. Qui troviamo le parole di un maestro di saggezza vissuto circa duecento anni prima di Cristo. Egli andava in cerca della sapienza che rende gli uomini migliori e capaci di scrutare a fondo le vicende della vita. Lo faceva in un momento di dura prova per il popolo d\u2019Israele, un tempo di dolore, lutto e miseria a causa del dominio di potenze straniere. Essendo un uomo di grande fede, radicato nelle tradizioni dei padri, il suo primo pensiero fu di rivolgersi a Dio per chiedere a Lui il dono della sapienza. E il Signore non gli fece mancare il suo aiuto.<\/p>\n<p>Fin dalle prime pagine del libro, il <i>Siracide<\/i> espone i suoi consigli su molte concrete situazioni di vita, e la povert\u00e0 \u00e8 una di queste. Egli insiste sul fatto che nel disagio bisogna avere fiducia in Dio: \u00abNon ti smarrire nel tempo della prova. Stai unito a lui senza separartene, perch\u00e9 tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni. Accetta quanto ti capita e sii paziente nelle vicende dolorose, perch\u00e9 l\u2019oro si prova con il fuoco e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. Nelle malattie e nella povert\u00e0 confida in lui.<i> <\/i>Affidati a lui ed egli ti aiuter\u00e0, raddrizza le tue vie e spera in lui. Voi che temete il Signore, aspettate la sua misericordia e non deviate, per non cadere<b>\u00bb<\/b> (2,2-7).<\/p>\n<p>2. Pagina dopo pagina, scopriamo un prezioso compendio di suggerimenti sul modo di agire alla luce di un\u2019intima relazione con Dio, creatore e amante del creato, giusto e provvidente verso tutti i suoi figli. Il costante riferimento a Dio, tuttavia, non distoglie dal guardare all\u2019uomo concreto, al contrario, le due cose sono strettamente connesse.<\/p>\n<p>Lo dimostra chiaramente il brano da cui \u00e8 tratto il titolo di questo Messaggio (cfr 7,29-36). La preghiera a Dio e la solidariet\u00e0 con i poveri e i sofferenti sono inseparabili. Per celebrare un culto che sia gradito al Signore, \u00e8 necessario riconoscere che ogni persona, anche quella pi\u00f9 indigente e disprezzata, porta impressa in s\u00e9 l\u2019immagine di Dio. Da tale attenzione deriva il dono della benedizione divina, attirata dalla generosit\u00e0 praticata nei confronti del povero. Pertanto, il tempo da dedicare alla preghiera non pu\u00f2 mai diventare un alibi per trascurare il prossimo in difficolt\u00e0. \u00c8 vero il contrario: la benedizione del Signore scende su di noi e la preghiera raggiunge il suo scopo quando esse sono accompagnate dal servizio ai poveri.<\/p>\n<p>3. Quanto \u00e8 attuale questo antico insegnamento anche per noi! Infatti la Parola di Dio oltrepassa lo spazio, il tempo, le religioni e le culture. La generosit\u00e0 che sostiene il debole, consola l\u2019afflitto, lenisce le sofferenze, restituisce dignit\u00e0 a chi ne \u00e8 privato, \u00e8 condizione di una vita pienamente umana. La scelta di dedicare attenzione ai poveri, ai loro tanti e diversi bisogni, non pu\u00f2 essere condizionata dal tempo a disposizione o da interessi privati, n\u00e9 da progetti pastorali o sociali disincarnati. Non si pu\u00f2 soffocare la forza della grazia di Dio per la tendenza narcisistica di mettere sempre s\u00e9 stessi al primo posto.<\/p>\n<p>Tenere lo sguardo rivolto al povero \u00e8 difficile, ma quanto mai necessario per imprimere alla nostra vita personale e sociale la giusta direzione. Non si tratta di spendere tante parole, ma piuttosto di impegnare concretamente la vita, mossi dalla carit\u00e0 divina. Ogni anno, con la Giornata Mondiale dei Poveri, ritorno su questa realt\u00e0 fondamentale per la vita della Chiesa, perch\u00e9 i poveri sono e saranno sempre con noi (cfr <i>Gv<\/i> 12,8) per aiutarci ad accogliere la compagnia di Cristo nell\u2019esistenza quotidiana.<\/p>\n<p>4. Sempre l\u2019incontro con una persona in condizione di povert\u00e0 ci provoca e ci interroga. Come possiamo contribuire ad eliminare o almeno alleviare la sua emarginazione e la sua sofferenza? Come possiamo aiutarla nella sua povert\u00e0 spirituale? La comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata a coinvolgersi in questa esperienza di condivisione, nella consapevolezza che non le \u00e8 lecito delegarla ad altri. E per essere di sostegno ai poveri \u00e8 fondamentale vivere la povert\u00e0 evangelica in prima persona. Non possiamo sentirci \u201ca posto\u201d quando un membro della famiglia umana \u00e8 relegato nelle retrovie e diventa un\u2019ombra. Il grido silenzioso dei tanti poveri deve trovare il popolo di Dio in prima linea, sempre e dovunque, per dare loro voce, per difenderli e solidarizzare con essi davanti a tanta ipocrisia e tante promesse disattese, e per invitarli a partecipare alla vita della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, la Chiesa non ha soluzioni complessive da proporre, ma offre, con la grazia di Cristo, la sua testimonianza e gesti di condivisione. Essa, inoltre, si sente in dovere di presentare le istanze di quanti non hanno il necessario per vivere. Ricordare a tutti il grande valore del bene comune \u00e8 per il popolo cristiano un impegno di vita, che si attua nel tentativo di non dimenticare nessuno di coloro la cui umanit\u00e0 \u00e8 violata nei bisogni fondamentali.<\/p>\n<p>5. Tendere la mano fa scoprire, prima di tutto a chi lo fa, che dentro di noi esiste la capacit\u00e0 di compiere gesti che danno senso alla vita. Quante mani tese si vedono ogni giorno! Purtroppo, accade sempre pi\u00f9 spesso che la fretta trascina in un vortice di indifferenza, al punto che non si sa pi\u00f9 riconoscere il tanto bene che quotidianamente viene compiuto nel silenzio e con grande generosit\u00e0. Accade cos\u00ec che, solo quando succedono fatti che sconvolgono il corso della nostra vita, gli occhi diventano capaci di scorgere la bont\u00e0 dei santi \u201cdella porta accanto\u201d, \u00abdi quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio<b>\u00bb<\/b>\u00a0(Esort. ap. <i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html#I_santi_della_porta_accanto\">Gaudete et exsultate<\/a><\/i>, 7), ma di cui nessuno parla. Le cattive notizie abbondano sulle pagine dei giornali, nei siti internet e sugli schermi televisivi, tanto da far pensare che il male regni sovrano. Non \u00e8 cos\u00ec. Certo, non mancano la cattiveria e la violenza, il sopruso e la corruzione, ma la vita \u00e8 intessuta di atti di rispetto e di generosit\u00e0 che non solo compensano il male, ma spingono ad andare oltre e ad essere pieni di speranza.<\/p>\n<p>6. Tendere la mano \u00e8 un segno: un segno che richiama immediatamente alla prossimit\u00e0, alla solidariet\u00e0, all\u2019amore. In questi mesi, nei quali il mondo intero \u00e8 stato come sopraffatto da un virus che ha portato dolore e morte, sconforto e smarrimento, quante mani tese abbiamo potuto vedere! La mano tesa del medico che si preoccupa di ogni paziente cercando di trovare il rimedio giusto. La mano tesa dell\u2019infermiera e dell\u2019infermiere che, ben oltre i loro orari di lavoro, rimangono ad accudire i malati. La mano tesa di chi lavora nell\u2019amministrazione e procura i mezzi per salvare quante pi\u00f9 vite possibile. La mano tesa del farmacista esposto a tante richieste in un rischioso contatto con la gente. La mano tesa del sacerdote che benedice con lo strazio nel cuore. La mano tesa del volontario che soccorre chi vive per strada e quanti, pur avendo un tetto, non hanno da mangiare. La mano tesa di uomini e donne che lavorano per offrire servizi essenziali e sicurezza. E altre mani tese potremmo ancora descrivere fino a comporre una litania di opere di bene. Tutte queste mani hanno sfidato il contagio e la paura pur di dare sostegno e consolazione.<\/p>\n<p>7. Questa pandemia \u00e8 giunta all\u2019improvviso e ci ha colto impreparati, lasciando un grande senso di disorientamento e impotenza. La mano tesa verso il povero, tuttavia, non \u00e8 giunta improvvisa. Essa, piuttosto, offre la testimonianza di come ci si prepara a riconoscere il povero per sostenerlo nel tempo della necessit\u00e0. Non ci si improvvisa strumenti di misericordia. \u00c8 necessario un allenamento quotidiano, che parte dalla consapevolezza di quanto noi per primi abbiamo bisogno di una mano tesa verso di noi.<\/p>\n<p>Questo momento che stiamo vivendo ha messo in crisi tante certezze. Ci sentiamo pi\u00f9 poveri e pi\u00f9 deboli perch\u00e9 abbiamo sperimentato il senso del limite e la restrizione della libert\u00e0. La perdita del lavoro, degli affetti pi\u00f9 cari, come la mancanza delle consuete relazioni interpersonali hanno di colpo spalancato orizzonti che non eravamo pi\u00f9 abituati a osservare. Le nostre ricchezze spirituali e materiali sono state messe in discussione e abbiamo scoperto di avere paura. Chiusi nel silenzio delle nostre case, abbiamo riscoperto quanto sia importante la semplicit\u00e0 e il tenere gli occhi fissi sull\u2019essenziale. Abbiamo maturato l\u2019esigenza di una nuova fraternit\u00e0, capace di aiuto reciproco e di stima vicendevole. Questo \u00e8 un tempo favorevole per <b>\u00ab<\/b>sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilit\u00e0 verso gli altri e verso il mondo [\u2026]. Gi\u00e0 troppo a lungo siamo stati nel degrado morale, prendendoci gioco dell\u2019etica, della bont\u00e0, della fede, dell\u2019onest\u00e0 [\u2026]. Tale distruzione di ogni fondamento della vita sociale finisce col metterci l\u2019uno contro l\u2019altro per difendere i propri interessi, provoca il sorgere di nuove forme di violenza e crudelt\u00e0 e impedisce lo sviluppo di una vera cultura della cura dell\u2019ambiente<b>\u00bb<\/b>\u00a0(Lett. enc. <i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#229.\">Laudato si\u2019<\/a><\/i>, 229). Insomma, le gravi crisi economiche, finanziarie e politiche non cesseranno fino a quando permetteremo che rimanga in letargo la responsabilit\u00e0 che ognuno deve sentire verso il prossimo ed ogni persona.<\/p>\n<p>8. \u201cTendi la mano al povero\u201d, dunque, \u00e8 un invito alla responsabilit\u00e0 come impegno diretto di chiunque si sente partecipe della stessa sorte. \u00c8 un incitamento a farsi carico dei pesi dei pi\u00f9 deboli, come ricorda San Paolo: \u00abMediante l\u2019amore siate a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: <i>Amerai il tuo prossimo come te stesso<\/i>. [\u2026] Portate i pesi gli uni degli altri\u00bb\u00a0(<i>Gal<\/i> 5,13-14; 6,2). L\u2019Apostolo insegna che la libert\u00e0 che ci \u00e8 stata donata con la morte e risurrezione di Ges\u00f9 Cristo \u00e8 per ciascuno di noi una responsabilit\u00e0 per mettersi al servizio degli altri, soprattutto dei pi\u00f9 deboli. Non si tratta di un\u2019esortazione facoltativa, ma di una condizione dell\u2019autenticit\u00e0 della fede che professiamo.<\/p>\n<p>Il libro del Siracide ritorna in nostro aiuto: suggerisce azioni concrete per sostenere i pi\u00f9 deboli e usa anche alcune immagini suggestive. Dapprima prende in considerazione la debolezza di quanti sono tristi: <b>\u00ab<\/b>Non evitare coloro che piangono\u00bb\u00a0(7,34). Il periodo della pandemia ci ha costretti a un forzato isolamento, impedendoci perfino di poter consolare e stare vicino ad amici e conoscenti afflitti per la perdita dei loro cari. E ancora afferma l\u2019autore sacro: <b>\u00ab<\/b>Non esitare a visitare un malato<b>\u00bb<\/b>\u00a0(7,35). Abbiamo sperimentato l\u2019impossibilit\u00e0 di stare accanto a chi soffre, e al tempo stesso abbiamo preso coscienza della fragilit\u00e0 della nostra esistenza. Insomma, la Parola di Dio non ci lascia mai tranquilli e continua a stimolarci al bene.<\/p>\n<p>9. \u201cTendi la mano al povero\u201d fa risaltare, per contrasto, l\u2019atteggiamento di quanti tengono le mani in tasca e non si lasciano commuovere dalla povert\u00e0, di cui spesso sono anch\u2019essi complici. L\u2019indifferenza e il cinismo sono il loro cibo quotidiano. Che differenza rispetto alle mani generose che abbiamo descritto! Ci sono, infatti, mani tese per sfiorare velocemente la tastiera di un computer e spostare somme di denaro da una parte all\u2019altra del mondo, decretando la ricchezza di ristrette oligarchie e la miseria di moltitudini o il fallimento di intere nazioni. Ci sono mani tese ad accumulare denaro \u00a0con la vendita di armi che altre mani, anche di bambini, useranno per seminare morte e povert\u00e0. Ci sono mani tese che nell\u2019ombra scambiano dosi di morte per arricchirsi e vivere nel lusso e nella sregolatezza effimera. Ci sono mani tese che sottobanco scambiano favori illegali per un guadagno facile e corrotto. E ci sono anche mani tese che nel perbenismo ipocrita stabiliscono leggi che loro stessi non osservano.<\/p>\n<p>In questo panorama, \u00abgli esclusi continuano ad aspettare. Per poter sostenere uno stile di vita che esclude gli altri, o per potersi entusiasmare con questo ideale egoistico, si \u00e8 sviluppata una globalizzazione dell\u2019indifferenza. Quasi senza accorgercene, diventiamo incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, non piangiamo pi\u00f9 davanti al dramma degli altri n\u00e9 ci interessa curarci di loro, come se tutto fosse una responsabilit\u00e0 a noi estranea che non ci compete\u00bb\u00a0(Esort. ap. <i><a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/apost_exhortations\/documents\/papa-francesco_esortazione-ap_20131124_evangelii-gaudium.html#No_a_un%E2%80%99economia_dell%E2%80%99esclusione\">Evangelii gaudium<\/a><\/i>, 54). Non potremo essere contenti fino a quando queste mani che seminano morte non saranno trasformate in strumenti di giustizia e di pace per il mondo intero.<\/p>\n<p>10. <b>\u00ab<\/b>In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine<b>\u00bb<\/b>\u00a0(<i>Sir<\/i> 7,36). \u00c8 l\u2019espressione con cui il Siracide conclude questa sua riflessione. Il testo si presta a una duplice interpretazione. La prima fa emergere che abbiamo bisogno di tenere sempre presente la fine della nostra esistenza. Ricordarsi il destino comune pu\u00f2 essere di aiuto per condurre una vita all\u2019insegna dell\u2019attenzione a chi \u00e8 pi\u00f9 povero e non ha avuto le stesse nostre possibilit\u00e0. Esiste anche una seconda interpretazione, che evidenzia piuttosto il fine, lo scopo verso cui ognuno tende. \u00c8 il fine della nostra vita che richiede un progetto da realizzare e un cammino da compiere senza stancarsi. Ebbene, il fine di ogni nostra azione non pu\u00f2 essere altro che l\u2019amore. \u00c8 questo lo scopo verso cui siamo incamminati e nulla ci deve distogliere da esso. Questo amore \u00e8 condivisione, dedizione e servizio, ma comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all\u2019amore. Questo fine appare nel momento in cui il bambino si incontra con il sorriso della mamma e si sente amato per il fatto stesso di esistere. Anche un sorriso che condividiamo con il povero \u00e8 sorgente di amore e permette di vivere nella gioia. La mano tesa, allora, possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l\u2019aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo.<\/p>\n<p>In questo cammino di incontro quotidiano con i poveri ci accompagna la Madre di Dio, che pi\u00f9 di ogni altra \u00e8 la Madre dei poveri. La Vergine Maria conosce da vicino le difficolt\u00e0 e le sofferenze di quanti sono emarginati, perch\u00e9 lei stessa si \u00e8 trovata a dare alla luce il Figlio di Dio in una stalla. Per la minaccia di Erode, con Giuseppe suo sposo e il piccolo Ges\u00f9 \u00e8 fuggita in un altro paese, e la condizione di profughi ha segnato per alcuni anni la santa Famiglia. Possa la preghiera alla Madre dei poveri accomunare questi suoi figli prediletti e quanti li servono nel nome di Cristo. E la preghiera trasformi la mano tesa in un abbraccio di condivisione e di fraternit\u00e0 ritrovata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO IV GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Domenica XXXIII del Tempo Ordinario 15 novembre 2020 &nbsp; \u201cTendi la tua mano al povero\u201d (cfr Sir 7,32) &nbsp; \u201cTendi la tua mano al povero\u201d (cfr Sir 7,32). La sapienza antica ha posto queste parole come un codice sacro da seguire nella vita. Esse risuonano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3781","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3781","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3781"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3781\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3785,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3781\/revisions\/3785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3781"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3781"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiatombelle.it\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3781"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}